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Perché Peter Jackson doveva fare il Silmarillion

Non ci credete? Davvero? Beh allora non avete mai letto il Silmarillion o Racconti perduti, o Racconti Incompiuti o il libro consigliato da tutti gli psicologi come compagnia letteraria per un periodo di depressione post traumatica, i Figli di Hurin. Lasciatevelo dire, dovete rimediare.
E’ vero, Tolkien ha scritto e riscritto metà di questa roba sui fogli protocollo dei suoi studenti, sulla carta da cesso e su qualsiasi superficie scrivente conosciuta dall’uomo, li ha rivisti revisionati rigenerati rigettati e reinventati cosi tante volte che suo figlio ha passato l’intera vita solo a mettere a posto i suoi appunti e dargli un senso logico o perlomeno un ordine cronologico quando era possibile farlo. E’ quindi un compito ingrato quello di mettersi a leggere tutto quello che riguarda la prima e la seconda era di Arda, il mondo della Terra di Mezzo ma alla fine, se con sommo sforzo arriverete alla prima caduta di Sauron (quella dove mister Smith…scusate, Elrond, stava sul campo in armatura coi cavalieri dello zod…con gli elfi) vi sarete immersi in una delle saghe più epiche mai narrate a memoria d’uomo. O di elfo.

Ma cosa c’entra Peter Jackson direte voi, fidatevi, nonostante le sue dimensioni c’entra eccome e parlando dal punto di vista squisitamente cinematografico ecco perchè doveva o dovrebbe fare il Silmarillion invece di continuare ad allungare il brodo di hobbit, anelli e orchetti che poi diventa anche un pò acido e fa male al pancino.

tauriel

“un raro esemplare di elfa nanofila”

Le Quote Rosa: si sa, il Signore degli Anelli e lo Hobbit sono libri un filino maschiocentrici. Anche ammettendo che nei diari segreti della compagnia Legolas sia un pò dell’altra sponda e che su 13 nani almeno uno sia una donna perchè tanto hanno comunque la barba è evidente che manchino personaggi femminili. Per infilarne uno nella compagnia dell’anello ha dovuto tagliare Glorfindel e mettere una spada in mano ad Arwen (!). Poi ci ha raccontato le sue ribellioni adolescenziali contro i discorsi razzisti del padre prima di arrivare finalmente ad Eowyn che perlomeno fa qualcosa che nei libri c’è davvero. Non parliamo poi di Tauriel l’elfa nanofila che ha imperversato per i 3 capitoli de lo Hobbit Longest Version compiendo mirabolanti quanto inesistenti imprese.
Ma è tutto per le esigenze del botteghino e io lo capisco benissimo! Ma se facesse il Silmarillion non ce ne sarebbe affatto bisogno! Non serve inventarsi personaggi femminili, vuoi narrare una storia d’amore impossibile? Beren e Luthien! E non si sta parlando di una che faceva la tela o la manicure con le sue damigelle, quella è partita ed è andata in compagnia di un cane (okay era un cane molto grosso) fino alla fortezza di Morgoth e poi ha intessuto un incantesimo che ha mandato a dormire TUTTA la fortezza dio compreso liberando il suo amato Beren. Dico…sticazzi. O vogliamo parlare di sua madre Melian, una semidea che teneva con il suo incantesimo l’intero reame degli elfi nascosto agli occhi di Morgoth. Sticazzi di nuovo. O giusto per restare in tema Cate Blanchett vogliamo parlare della giovinezza di Galadriel? Di quando combattè al fianco di Fingolfin prima che gli elfi lasciassero il reame imperituro o magari la storia del suo amore con Celeborn? Ma passiamo oltre…

I Supereroi ovvero The AvengELF: non so bene perchè abbia dovuto trasformare Legolas in una specie di incrocio tra Jason Bourne e Super Mario ma soprattutto ne lo Hobbit gli ha fatto fare cose che nemmeno Prince of Persia 807a4ac3d670823906527ce6d7955a25al meglio dei suoi pixel sarebbe riuscito a fare. Poi il doppio coltello, le frecce infinite, come ammazzare da solo un olifante che ha massacrato centinaia di poveri soldati minions di gondor e rohan, inventare lo stoneboard giù dalle mura, il salto del nano su barile e cosi via.Pur di fargli fare scene insensatamente supereroistiche gli ha fatto fare di tutto ridicolizzando grandi guerrieri come Aragorn e Gimli o Thorin con i suoi superpoteri.
Ma anche questo è per il botteghino! Sono scene che tirano giù gli applausi del pubblico!
Ma se girasse il Silmarillion non avrebbe bisogno di inventarsi superlegolas, facciamo un esempio su tutti: Fingolfin. All’indomani della tragica fine dell’assedio elfico ad Angband il re elfico cavalca da solo fino alle porte della fortezza di Morgoth, molla due schiaffoni a Sauron e gli dice “vai a chiamare tuo padre che ci devo dire due parole io” e sfida un dio a singolar tenzone. Il combattimento dura dei giorni, Fingolfin lo ferisce sette volte prima di essere ucciso, in compenso Morgoth non guarirà mai più dalle ferite che gli ha inflitto il re elfico e sarà azzoppato per sempre. Quindi superLegolas può anche passare i pomeriggi a lucidare Ringil (la spada di Fingolfin) usando i suoi bei capelli biondi.

La Sindrome di Troy: ovvero come rendere delle battaglie che nei libri occupano un limitato numero di pagine (e avvengono in tutto un altro modo) l’elemento centrale dei miei film allungandole, stiracchiandole e in alcuni casi riscrivendole completamente. Passi per il signore degli anelli, passi per come ha riscritto la battaglia del trombatorrione, ma quello che ha tirato fuori con la battaglia dei 5 eserciti ne lo Hobbit è pazzesco. Il ruolo di Beorn è stato quasi inesistente quando nel libro in pratica salva la buccia a tutti, fa partecipare Bilbo che non ci aveva nemmeno messo piede, ha dovuto importare i vermi di Dune, creare ad hoc un paio di capitani orchi che o non sono mai esistiti o erano già morti all’epoca dei fatti e chi più ne ha più ne metta fino al terribilmente lungo e a tratti insensato duello di Thorin con il suo arcinemico non-mortorco.
Ma anche qui lo capisco (meno). Le megabattaglia alla salviamo il soldato Ryan sono il pane quotidiano dei film di guerra e i film fantasy prevedono sempre una bella battaglia o almeno una grossa schermaglia a un certo punto altrimenti come giustifichi e usi i super effetti speciali le millemila comparse e gli effetti sonori roboanti?
coso con palco giganteMa anche qui il Silmarillion verrebbe in soccorso del buon Peter. Ci sono tradimenti, complotti, un potente re elfico cosi orgoglioso da rifiutare l’aiuto di un dio e i suoi avvertimenti, ci sono cuori spezzati e gelosie, un potente guerriero delle antiche case degli umani, Tuor, che salva la vita al paparino di Elrond e in più l’epica e tragica battaglia che porta alla caduta di Gondolin, la città nascosta di Re Turgon assaltata e assediata da un esercito di draghi e balrog oltre che dagli orchi naturalmente. Si, avete letto bene, un esercito di balrog e draghi, non UN drago o UN balrog, perchè se andavano da soli prendevano tanti di quei calci volanti e frecce da sembrare puntaspilli tumefatti. C’è forse qualcosa che potrebbe essere più epico e spettacolare di una battaglia simile? E senza doversi nemmeno inventare nulla, basta farla per come è descritta, tutto qua.

Ci sarebbero molte altre motivazioni per scegliere di lanciarsi in una impresa come questa, molti motivi per cui finalmente potrebbe smettere di doversi scornare tra fans esperti, produttori ed esigenze hollywoodiane e fare un film, o tre, o dieci film, che non debbano essere allungati ad arte, moltiplicati o gonfiati solo per poter cavare fuori tutti i soldi che tutti si aspettano che facciano ma questi secondo me erano i più evidenti, quelli che hanno fatto storcere il naso a molti quando hanno visto la prima chiamiamola esalogia. Lo farà? Io ne dubito anche perchè le storie sono molto più complesse e difficili da raccontare e alla fine dovrebbe comunque riassumere grosse parti della trama ed eliminare molti personaggi bellissimi come Turin che da solo fece fuori il drago più grosso mai uscito da Angband (il quale però non volava, era il Verme di Angband).
Comunque ora mi sto perdendo. Ripeto, se non lo avete fatto leggetevi il resto della produzione tolkeniana fuori dai classici Lo Hobbit e Signore degli Anelli, non ve ne pentirete.

Un commento su “Perché Peter Jackson doveva fare il Silmarillion

  1. wwayne
    28 aprile 2015

    A proposito di libri fantasy, ne ho recensito uno molto particolare: https://wwayne.wordpress.com/2014/04/07/giulio-cesare-cyberpunk/. Che ne pensi?

    Mi piace

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