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Marvel Versus Dc alla conquista del Cineverso

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È da giorni ormai che qui al Nerd Rock Café (e non solo) si parla solo dell’ultimo attesissimo capolavoro Marvel, Avengers – Age Of Ultron. C’è chi lucida lo Scudo, chi cita alla lettera gli eventi del film e chi è alla ricerca spasmodica degli albi speciali; siamo rimasti con il fiato sospeso in attesa della prima ma ora finalmente torniamo a respirare. Tutti gli amanti dell’universo Marvel ci possono capire, d’altronde questa saga è proprio l’ultimo tassello mancante che porterà finalmente gli eroi del gruppo degli Avengers (e Spiderman finalmente) alla tanto amata, e da qualcuno odiata, saga di Civil War, pietra miliare di tutto quello che è il magico mondo dei comics, una saga dalla quale prendere spunto per tante rilessioni e lavori realizzati a posteriori, non solo dall’universo Marvel.

È proprio in questo clima di festa per i fans della Marvel che voglio parlarvi della sua rivale storica, meglio conosciuta come DC, DC Comics o spiritosamente Distinta Concorrenza ma voi chiamatela un po’ come vi pare. Non starò qui a elencarvi quanto Batman sia più figo di Captain America (sento gia lo scudo in vibranio del Capitano_Phat che mira alla mia nuca) o di quanto Superman sia la vera incarnazione del supereroe americano, non lo farò perchè non me ne frega nulla né dei parallelismi, né di chi abbia scopiazzato chi ecc… ma soprattutto me ne frega ancora meno di chi abbia le storie/gli artisti migliori nelle proprie fila. Si legge per leggere, poi certo, ci si affeziona e si spera sempre che il Frank Miller di turno faccia capolino nella propria casa di produzione.

Lasciando alle spalle questo dualismo perfetto, negli ultimi anni la Marvel, aquisita in tutto e per tutto dalla Disney nel 2009, ha iniziato a sfornare dei prodotti cinematografici di altissimo livello e si sa, quando la Disney si muove non lascia nulla al caso. E cosi ecco che i neofiti dei fumetti iniziano a conoscere un eccentrico miliardario in armatura, noto come Iron Man, un Asgardiano capace di far piangere i suoi nemici di invidia per i suoi pettorali grandi come tamburi (Thor), e soprattutto lo storico supereroe a stelle e strisce finito nei banchi frigo della Findus per essere scongelato ai giorni nostri, l’unico, Capitan America. Sì certo, poi ci sarebbero anche i film dei Fantastici 4 e Hulk… ma se dovessi dedicare loro anche solo una battuta sarebbe come metterli al pari di questi tre colossi e, onestamente, non me la sento. L’apice di tutto è proprio Avengers, crossover cinematografico di spessore, ognuno a dire quanto il suo beniamino sia più figo dell’altro, ma soprattutto una storia importante, che lega decisamente bene tutti quei film che si erano goduti singolarmente fino a qualche anno prima, contestualizzuandoli in un universo più grande, l’universo cinematografico Marvel (MCU).

A vederla così sembra che la partita sia sul 6 a 0 per la casa di Stan Lee e soci, ma a ben pensarci sapete bene, amici, che le cose stanno un po’ diversamente. Il visionario regista Christopher Nolan è solo l’ultimo grande nome nell’albo delle trasposizioni cinematografiche della casa DC. Basti pensare che Batman, portato per la prima volta in scena dall’attore Adam West (non il sindaco sballone di Quahog) nel 1943/49, fece conoscere all’intera nazione il personaggio dell’uomo pipistrello. Dopo la fortunata saga, ci vollero quasi 40 anni prima che la DC decidesse di riproporre al pubblico The Batman. Al giovane e talentuoso Tim Burton vennero date le chiavi di Gotham City per mettere in piedi un film sull’eroe DC. Burton non si limitò a questo, grazie a un Michael Keaton da urlo, che oggi a vederlo recitare nel film Birdman fa venire in mente tante cose; il regista fu in grado di dare vita a Gotham City, trasformando il film di Batman in un’opera di culto degli anni ’90. Gotham era viva, era un attore in scena, molto più, a mio avviso, della Gotham di Nolan. Era un attore che aveva la magia del fumetto dal quale proveniva e la tecnicità dei film anni ’90, che conoscevano molto bene le esplosioni, le corse in auto e il genere d’azione, ma non conoscevano la computer grafica, se non in maniera marginale; e così tutti modellini, lavori di make up, pensate a Jack Nicholson e Danny de Vito e a quante ore di trucco dovevano sopportare per entrare in scena nei panni del Joker e del Pinguino. Gotham era sporca, era lugubre, con cenni giustamente sfarzosi, ma soprattutto era Criminale. Una città mafiosa, dove è la legge del più forte e del più scaltro a portarti in alto.

Impossibile dimenticare però l’intramontabile Christopher Reeve: sì, perchè se di Batman si possono citare le differenti versioni, la faccenda di Superman è un po diversa. Reeve è Superman, se chiudete gli occhi vedete Reeve, intramontabile il suo ciuffo ribelle e i suoi occhialoni anni ’70 su un fisico da bodybuilder. Nessuno come lui divenne il personaggio che interpretava, e dalla sua tragica scomparsa a oggi gli attori che interpretano Superman sono sempre delle copie fedeli di Reeve prima che del Man of Steel.

Oltre a questi due colossi, che dagli anni ’70 hanno diffuso la cultura dei comics negli States, figure di rilievo minore si sono sempre avvicendate nelle sale cinematografiche… mi pesa il cuore citarle perchè sono sempre opere “ispirate” ai personaggi dei fumetti dai quali provengono, però c’è ispirazione e ispirazione…

Il caso migliore/peggiore, per me, rimane la straordinaria Halle Berry: straordinaria per gli abiti in pelle che la obbligavano a portare nei panni di Catwoman. Non aggiungo altro, se non che nella versione cinematografica Selina Kyle diventa Catwoman grazie al suo “gatto magico”… e qui chiudiamo!

Ok, forse a correggere il tiro i buoni lettori penseranno che, per quanto la DC abbia fatto la storia, sia la Marvel oggi a cavalcare trionfante per le strade Hollywoodiane, ed effettivamente è così o, almeno, così pare anche al sottoscritto. Ma a voler guardare la situazione completa c’è un aspetto che non abbiamo ancora trattato, perché quando si parla di “pellicola” non si può considerare solo il grande schermo: è doveroso, oggi come oggi, prendere tutto ciò che è di rapida consultazione, scambio e reperibilità, ovvero il mondo delle Series. La Marvel ha già preannunciato le cose in grande, iniziando con Agents Of S.H.I.E.L.D. ha potuto sfruttare il lascito del primo film degli Avengers, ovvero il Mondo Marvel, fatto di tante citazioni, superpoteri, ma soprattutto della mente brillantissima di Joss Whedon, capace di utilizzare la serie come preludio/epilogo dei film Marvel in uscita in concomitanza con la serie stessa. FIGATA! Tutti i fans incollati alla sedia negli episodi di Agents Of S.H.I.E.L.D. post Capitan America: The Winter Soldier, dove le vicende della serie accadevano in contemporanea proprio agli eventi narrati dal film. Non solo con Cap, anche con Thor 2 è successa la stessa cosa, e chissà che non continueranno anche in futuro con questi crossover. L’ultimo, in ordine di tempo, prodotto seriale di casa Marvel è il diavolo di Hell’s Kitchen, Daredevil, uscito da pochissimo su Netflix, che segna però un profondo cambiamento nella narrazione rispetto a Agents of S.H.I.E.L.D. Se gli uomini di Coulson si muovono tutti assieme appassionatamente in giro per il mondo come una task force sul mega aereo invisibile, dotati di fondi illimitati e problematiche sempre piu grandi, Devil ha invece tutto il sapore dell’omonimo fumetto. Hell’s Kitchen è in mano al peggior criminale che si possa immaginare, lo spietato Kingpin (grazie Miller per averlo legato al diavolo cosi bene). L’opera della Netflix, curata da Drew Goddard e con Steven DeKnight come showrunner, è una piacevole novità in casa Marvel. Daredevil rispetta il proprio omonimo cartaceo in tantissime cose, una su tutte però sono le movenze. Il lavoro fatto da Whedon su Agents of S.H.I.E.L.D. è molto ben curato, ma se mi diceste che la squadra dello S.H.I.E.L.D. ha un suo fumetto e il telefilm cerca di andare su quelle orme probabilmente non ci crederei. Le inquadrature, i colori, i filtri e soprattutto le battute, a parte pochissime, non hanno un tono comics, o meglio, non hanno un tono comics così distintivo. Daredevil rappresenta proprio per questo una ventata d’aria fresca in casa Marvel, dato che, oltre a Devil, sono state programmate anche delle serie sugli omonimi Jessica Jones, Pugno d’Acciaio e il mitico Luke Cage, tutto per arrivare ai Difensori, anche questa serie programmata nei piani quinquennali Disneyani.

La DC invece, in quelle che sono le serie televisive, si è mossa decisamente meglio a mio parere. C’era un enorme bisogno di dare ai propri lettori e sostenitori un prodotto buono almeno quanto i lavori cinematografici Marvel e, grazie al perfetto Nolan, almeno Batman è riuscito a reggere il confronto e battere anche i suoi diretti competitors, ma capite bene che la trilogia di Christian Bale è una rosa nel deserto dell’universo DC, dove i vari Superman sono affondati causa critiche e continui cambi alla regia. E mentre la Marvel continuava a sfornare Iron Man, Captain America, Thor, spin off vari ecc, ecco che i geniacci Newyorkesi della casa rivale hanno dovuto ingegnarsi parecchio per trovare un terreno non ancora battuto a sufficienza da Marvel e soci: stiamo proprio parlando del mondo delle Series. Perchè muoversi sul piccolo schermo? Meno costi di produzione sicuramente, ma non è questo il motivo reale per il quale la DC ha compiuto questa scelta.

Già con la serie Smallville si erano sondate le acque, riuscendo a fare breccia nel cuore di tanti fans, non sicuramente grazie a una storia geniale, dato che le vicende di Smallville, a parte dei pesanti riferimenti, sono inventate di sana pianta. Il punto forte della serie fu la “serializzazione”. In 9 stagioni il personaggio di Clark Kent scopre chi è, si innamora, si disinnamora, scopre i suoi nemici, scopre i suoi poteri, evolve e intorno a lui evolve la storia. Smallville è una reinterpretazione libera dell’evoluzione di Clark Kent fino ad abbracciare il ruolo di Superman; chiaro, è piena di alti e bassi, ma nel complesso lo show è godibile, anche se purtroppo il personaggio di Clark ha poca evoluzione psicologica, o almeno resta per me di bassissimo livello. Anche dopo 6 stagioni ho sempre percepito il protagonista contadino, uomo di Smallville, piuttosto che vederlo integrarsi appieno alla città caotica che è Metropolis. Come detto, ci sono stati alti e bassi, ma è proprio sbagliando che si impara a non ripetere gli stessi errori. Ed è proprio con questo spirito che sono nate le serie DC attualmente in corso: Arrow, The Flash e Gotham; tre prodotti cosi diversi tra loro da fare proprio delle loro diffferenze il proprio punto di forza.

Nei prossimi giorni vi faremo leggere le nostre recensioni su  queste tre serie e condivideremo con voi il nostro punto di vista.

Informazioni su Gd Baracus

HAIKU & BEER Tornato dal giappone con le competenze per capire i dilemmi amorosi di Sailor Moon, le fantasie erotiche di Ranma 1/2 e soprattutto le miliardi di allegorie di Naruto. Sono anni ormai che mi chiudo insieme ai miei migliori amici di fronte alle serie Tv piu disparate che i panorami delle varie HBO,CBC,NBC ecc ecc propinano ai palati americani (si, anche quelle megacagate da chiederti cosa hai fatto di male per essere li in quel momento). Ex cantante, oh, se qualcuno mi vuole in un gruppo ditemelo che tolgo "ex" almeno, appassionato di musica da sempre e super amante della chiptune, quelle fantastiche melodie composte in 8-bit. Che altro dire? tutto ciò che nella vita non è HAIKU, è sicuramente BEER, almeno per me =)

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