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Gotham, quando i supereroi diventano polizieschi noir

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Siamo arrivati anche alla fine di Gotham e come sempre è tempo di conclusioni, se non avete visto la fine vi consiglio di non leggere questa recensione poiché conterrà alcuni spoiler.
Ve lo ripeto ATTENZIONE SPOILER lasciate ogni speranza voi che leggete.
Il 5 maggio è andato in onda il ventiduesimo ed ultimo episodio della prima stagione e come sempre succede in questi casi alcune trame sono state chiuse mentre altre sono state lasciate aperte in attesa della seconda stagione, ma partiamo dall’inizio.
La serie ideata da Bruno Heller per la Fox è ovviamente basata sul fumetto di Batman anche se indirettamente, si tratta infatti di un prequel/spin-off incentrato sulle origini degli eroi e dei criminali che popoleranno le avventure del Cavaliere Oscuro.
Le vicende iniziano infatti all’epoca dell’assassinio di Thomas e Martha Wayne con un giovane James Gordon appena assunto al GPD (Gotham Police Department) incaricato , insieme al suo collega Harvey Bullock, di risolvere il caso. Questo porterà il futuro commissario Gordon ad incrociare la strada di un giovane Bruce Wayne e di una miriade di altri personaggi che abbiamo amato sulle pagine dell’uomo pipistrello.


La serie tenderà fin da subito a dividersi in due filoni che solo ogni tanto finiranno per intrecciarsi, da una parte Jim Gordon vero e proprio protagonista della serie, giovane spregiudicato e soprattutto onesto. Jim si dovrà scontrarsi con la corruzione di Gotham, dei suoi uffici comunali e soprattutto della polizia, aiutato dal suo reticente compagno Harvey e dal capitano Sarah Essen tenterà di districarsi tra Falcone e Maroni i due boss che si dividono le attività criminali della città. Jim sarà sempre sul filo del rasoio della legalità, di indole onesta è conscio però del fatto che per ottenere giustizia deve, alle volte, oltrepassare il limite della legge.
Dall’altra parte abbiamo un giovane Bruce Wayne, ancora lontano dai cupi toni di Batman ma già perfettamente calato nel ruolo di Detective che lo contraddistinguerà per tutta la carriera. Bruce con l’aiuto sporadico di Alfred e di una giovane Selina Kyle( solo Cat e non ancora Woman), indagherà all’interno della sua azienda per scoprire cosa e chi ha causato la morte dei suoi genitori.


La serie di per se è un ottimo lavoro, credibile e solo in rari casi criticabile, le ambientazioni sono suggestive e raffigurano bene una Gotham oscura anche se ancora lontana dalle ambientazioni Dark a cui ci hanno abituati Burton prima e Nolan dopo. Benjamin McKenzie nella parte di Gordon non delude ma non tocca nemmeno vette altissime, non tanto per la recitazione che è più che sufficiente ma per un’espressività che dai tempi di OC è rimasta invariata; il personaggio di per sé mi piace anche se alle volte più che un poliziotto sembra uno sbruffoncello del liceo. Questa, però è una serie che non ha un solo protagonista ma una vera e propria squadra di personaggi che nel susseguirsi delle puntate conquistano un pezzo importante nelle vicende narrate. Da una parte troviamo un Alfred più giovane, meno maturo e forse più duro di quello a cui eravamo abituati ma anche uno dei personaggi meglio riusciti della serie, un uomo che per dovere e per amicizia si trova a dover crescere un figlio non suo, a dover sostituire una figura paterna. Tutti conosciamo l’Alfred amorevole di Batman, amico e fidato consigliere ma com’era l’Alfred del giovane Bruce? come dettava con il doppio ruolo di dipendente e figura maschile di riferimento del giovane Wayne? Heller e Sean Pertwee ci regalano un personaggio di grande spessore, dolce e duro, cinico e divertente, con la battuta pronta ma allo stesso tempo rigido per quanta riguarda il giovane Wayne, un amico e un padre a tutto tondo.
Dall’altra parte abbiamo una serie di “cattivoni” altrettanto entusiasmanti, un Oswald “Pinguino” Cobblepot che fin dalle prime puntate trama nell’ombra per divenire il Re del crimine di Gotham, porta ombrelli e lavapiatti, gestore di locale e fidato consulente del Boss di turno, doppio e triplo gioco, non importa, nulla è mai abbastanza per lui e soprattutto l’unico per cui è disposto a giocare è se stesso. Il Pinguino è divertente e geniale, non conquista il potere tramite la forza ma con l’astuzia e spesso con le suppliche, più di una volta lo troveremo in situazioni disperate, vicinissimo alla fine e con la proverbiale pistola puntata alla tempia, ma tutte le volte piangendo e barattando informazioni utili riuscirà a volgere la situazione dalla sua parte e a trarne profitto.


Purtroppo non ci sono solo cose positive in questa serie ma anche qualche critiche, troppe e troppo forzate le presenze dei cattivoni storici di Batman in versione senza maschera. C’era veramente bisogno di inserirli tutti? Se Cobblepot si ritaglia il suo senso logico all’interno della malavita di Gotham con interazioni costanti non è invece così per gli altri personaggi, una giovane Poison Ivy, e uno Spaventapasseri adolescente potevano sinceramente essere lasciati in disparte, stesso discorso per un giovane Joker, non citato ovviamente ma riconoscibile dall’inquietante sorriso, un po’ citazioni un po’ easter eggs, ma sicuramente la serie non avrebbe perso nulla se non ci fossero stati.
Un poliziesco noir, ecco a cosa dovrebbe aspirare questo telefilm, personaggi nuovi e solo collegamenti logici con l’eroe mascherato di Gotham City , Gordon, Alfred, un giovane Harvey Dent ancora con faccia dalla parte della legge e il Pinguino erano più che sufficienti per creare il giusto connubio con il Batman classico. Personaggi come Selena Cat sono sinceramente inutili forzati e alla lunga anche un po’ irritanti.
Infine una nota di merito e una di demerito per due figure che ci accompagneranno per tutta la prima stagione.
Edward Nygma: alias il futuro Enigmista, anche nel suo caso inserirlo dall’inizio sembra un azzardo, per tutta la serie non farà altro che alleggerire i toni come membro della scientifica del GPD, simpatico divertente ma abbastanza inutile se non che nelle ultime due puntate ci mostra la sua pazzia criminale, evolve letteralmente passando ad un altro livello. Da umile spalla a probabile protagonista della seconda stagione. Ottimo colpo di scena.


Fish Mooney: inutile, irritante e logorroica, ci porteremo dietro la sua scarsa capacità recitativa per tutta la stagione sperando ogni volta che qualcuno l’ammazzi. Purtroppo durerà per tutti i 22 episodi della serie e solo alla fine dell’ultima puntata verrà gettata in mare da un Pinguino finalmente re del crimine. Certo Fish finirà per fare una morte stupida, di quelle da cui ci si aspetta un ritorno ma è ormai notizia certa che il personaggio non è stato confermato per la seconda stagione. Potremo quindi guardare un episodio intero senza il desiderio irrefrenabile di perdere la vista e l’udito durante le sue scene.
Concludendo la serie nel complesso merita almeno un 9, il finale con una Barbara Keane impazzita e folle assassina, un Pinguino finalmente Re del Crimine che elimina in un modo o nell’altro Falcone, Maroni e Fish Mooney, il duo Bruce-Alfred che scopre una caverna sotto villa Wayne in cui sembrerebbero celarsi oscuri misteri relativi a Thomas Wayne ci ha lasciati con l’acquolina in bocca e in trepidante attesa della seconda stagione. Non è ancora noto cosa gli autori di Gotham avranno in serbo ma le premesse sono assolutamente ottime.

Informazioni su Stex

Stex nasce a cavallo tra gli anni '70 e '80,nello stesso periodo in cui escono le sigle di Jeeg Robot e Capitan Harlock o film del calibro di Flash Gordon,Interceptor e 3 Superman contro il Padrino. A 4 anni compone il suo primo romanzo ma non sapendo scrivere non vi sono copie cartacee dello stesso,a 14 un suo fumetto satirico potrebbe cambiare per sempre il mondo dei comics ma il giovane si dedica con più interesse alla scoperta della biologia umana tramite l'autoerotismo,scriverà un saggio sull'argomento che non verrà mai pubblicato con la scusa di:" Ma hai toccato i fogli con le mani?" Adoratore di Stan Lee,drogato di serie Tv, dai 20 ai 22 anni si è espresso solo tramite citazioni di film, ama la musica,sopratutto quella che sente solo lui. Possiede un drago viola immaginario di nome Ciotola e alcune personalità multiple che si esprimono in forma scritta tramite parentesi.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 maggio 2015 da in tvseries con tag , , , , , , .

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