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I Cosplayer Uccidono

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Probabilmente molti di voi sono Cosplayer o amano questa tendenza a interpretare i propri personaggi dei fumetti o dei cartoni preferiti, prima di uccidermi veramente o mettermi alla gogna immediatamente leggete tutto l’articolo perfavore.
Personalmente i Cosplayer mi piacciono e apprezzo il fatto che per un giorno ci si voglia calare nei panni dei nostri eroi, mi piacciono sopratutto quelli che con impegno e dedizione creano il proprio costume da zero comprando solo il minimo indispensabile. Purtroppo sono ormai pochi a far parte di questa categoria prediligendo l’acquisto del vestito già fatto e pronto per l’uso.
Ma non siamo qui per parlare della fattura dei costumi o di quale sia il cosplayer migliore o il personaggio più gettonato, oggi vi voglio parlare di un problema più profondo: l’uccisione delle fiere del fumetto ad opera di questi personaggi mascherati.
Il delitto era nell’aria già da tempo, LuccaComics 2014 aveva già ricevuto le prime coltellate come anche TorinoComics o in maniera meno netta Cartoomics, ma è stato all’ultima fiera del fumetto di Novegro, che l’assassinio si è perpetrato in tutta la sua violenza.
Partiamo dal principio: lo scorso week-end (23-24 maggio 2015) io e altri membri del Nerd Rock Cafè abbiamo deciso, come succede spesso per questi eventi, di fare i 150 km circa che ci separavano da Novegro per partecipare al FESTIVAL DEL FUMETTO. Ora, con un nome del genere mi pare evidente aspettarsi dei Fumetti, italiani, americani, giapponesi, francesi ecc, mi aspetto bancarelle in cui poter cercare numeri arretrati e vecchi albi originali, magari qualche casa editrice di nicchia che presenta nuovi prodotti e per concludere anche qualche autore. Ecco al festival del FUMETTO non ho trovato nulla di questo o almeno molto poco, la maggior parte degli stand vendeva gadget, la Funko la fa da padrona al momento, o accessori per i costumi. I pochi stand riservati ai fumetti erano per lo più a sfondo manga, chiara scelta dettata dal fatto che il 90% dei cosplayer interpreta personaggi tratti da fumetti o cartoni di origine giapponese. A conti fatti gli stand in cui trovare fumetti diversi dai manga si riducevano a 2 o 3. Uno della fumetteria SuperGulp di Milano incentrato quasi totalmente su Tex e sugli autori italiani e altre 2 bancarelle ben fornite di materiale americano (Marvel e Dc su tutti).
Ma perché in un Festival dedicato ai fumetti i venditori di questo prodotto e gli appassionati finiscono per essere così pochi? Oramai come succede sempre più spesso in eventi di questo tipo il tema centrale viene lasciato in disparte e i cosplayer divengono l’elemento predominante. L’intero spazio dedicato alla fiera di Novegro è stato idealmente diviso in tre settori, uno dedicato ai giochi da tavolo e di ruolo, uno al concorso per il miglior costume e l’ultimo agli espositori e alla zona ristorazione.
Sembra che agli organizzatori interessi maggiormente l’incasso piuttosto che la buona riuscita dell’evento, nulla da dire ci mancherebbe, gli incassi sono fondamentali, ma allora perché chiamarla Fiera del FUMETTO e non Sagra del COSPLAYER? Se si decide di attirare gente in costume, magari facendo anche uno sconto alle casse per chi si presenta mascherato basta organizzare un evento incentrato su quello senza mascherarlo dietro ad altre cose. I Coplayer in generale, e mi scuso anticipatamente, sono ragazzi giovani con un budget limitato le cui uniche spese all’interno della fiera spesso si limitano all’ingresso e ai 2-3 euro per i Ramen della Saikebon o di qualche marca analoga, il fatto di essere in costume inoltre riduce ulteriormente la voglia o la capacità di fare acquisti di qualsiasi genere. Aggiungo inoltre che spesso e volentieri la passione di questi ragazzi nasce dagli anime più che dai fumetti, anime o cartoni che dir si voglia che vengono visti in Tv o scaricati da internet, e quindi spesso senza nemmeno acquistare il manga originale o conoscerne l’esistenza addirittura. Tutto questo purtroppo taglia le gambe agli espositori e a chi paga lo spazio espositivo per vendere, queste persone finiscono per non rientrare dei costi abbandonando così l’idea di partecipare alle fiere e portando quindi gli appassionati a disertarle creando un circolo vizioso che economicamente parlando si riduce a: sempre meno domanda e quindi sempre meno offerta che provoca un’ulteriore contrazione della domanda e così via.
L’appassionato di Fumetti e amante delle fiere ad essi collegate non è il ragazzino in costume, è il trentenne quarantenne cinquantenne che oltre a leggere colleziona gli albi, tendenzialmente ha un budget di spesa medio alto per seguire la propria passione e va a questo tipo di evento per cercare numeri particolari, tavole originali, arretrati e nuovi fumetti e soprattutto non disdegna spendere e comprare cosa che permette quindi a chi vende di pagarsi le spese e di essere di conseguenza motivato a partecipare ai successivi eventi organizzati. Io credo che, purtroppo, gli organizzatori negli ultimi anni tendano a guardare solo il loro guadagno, quindi ingressi e affitto degli spazi interni, sorvolando sulla qualità dell’evento stesso. Mi dispiace dirlo ma se non ci sarà un cambio di tendenza finirò per acquistare le cose che mi interessano direttamente online senza partecipare a finte Fiere più simili al carnevale di Viareggio che non a un mercatino di Fumetti.

PS di CC: io sono stata circa un anno fa all’edizione autunnale di questa fiera e mi ero ritrovata sommersa dai fumetti, americani e non, per lo più comics Marvel DC Dark Horse e via dicendo, lo spazio di SuperGulp era gigante e avevano anche portato svariate stampe originali, su cui avevo anche sbavucchiato un pochino a dirla tutta! I manga non erano così numerosi, come anche i ristoratori presenti o i millemila espositori Funko, magliette fai da te o Hot Toys raffazzonate. In generale me la ero goduta parecchio passando il tempo a spulciare tra i banchi di fumetti e non a cercare di evitare le improvvisate armi giganti di cartapesta. Mi piacciono molto i cosplay ma quelli di livello, le cose improvvisate fatte per la riduzione mi fanno arrabbiare ecco! Amen, vaya con dios!

Informazioni su Stex

Stex nasce a cavallo tra gli anni '70 e '80,nello stesso periodo in cui escono le sigle di Jeeg Robot e Capitan Harlock o film del calibro di Flash Gordon,Interceptor e 3 Superman contro il Padrino. A 4 anni compone il suo primo romanzo ma non sapendo scrivere non vi sono copie cartacee dello stesso,a 14 un suo fumetto satirico potrebbe cambiare per sempre il mondo dei comics ma il giovane si dedica con più interesse alla scoperta della biologia umana tramite l'autoerotismo,scriverà un saggio sull'argomento che non verrà mai pubblicato con la scusa di:" Ma hai toccato i fogli con le mani?" Adoratore di Stan Lee,drogato di serie Tv, dai 20 ai 22 anni si è espresso solo tramite citazioni di film, ama la musica,sopratutto quella che sente solo lui. Possiede un drago viola immaginario di nome Ciotola e alcune personalità multiple che si esprimono in forma scritta tramite parentesi.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2015 da in varie con tag , , , .

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