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Zombie Experience – L’apocalisse sotto casa

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Ore 19,20 io e il mio socio, Mr.Morris abbiamo appena fatto rifornimento di birrini per non andare a patire la calura del viaggio. E’ circa alla seconda birra che ci rendiamo effettivamente conto di quello che stiamo per fare…ZOMBIE EXPERIENCE! Una 12 ore, dalle 22 alle 10, di laser game dove l unico scopo è quello di sopravvivere a orde, orde e orde di non morti. O meglio, di altri pazzi come noi, che al posto di imbracciare pistola o fucile decidono di ricoprire il ruolo di zombie, scaldandosi le ugole per avere dei lamenti o urli sempre convincenti, camminando a modi pinguino con scopa in c**o e soprattutto sempre pronti a nascondersi in luoghi marci e lugubri assicurando al survivor la perdita di qualche anno di vita. Arriviamo ai cancelli del “Gate 101” di Chivasso già abbastanza carichi di birra e adrenalina; ed è qui che ci uniamo agli altri survivors del nostro gruppo. Siamo 10 in totale, tutti amici e conoscenti davvero simpatici, ragazzi che condividono la passione per gli zombie e che sono pronti a far fuori qualche sacco di non morto a colpi di laser.

Ore 21,00 andiamo a presentare i biglietti all’accettazione, veniamo muniti di 5 fogli a testa per lo scarico di responsabilità e qui le cose iniziano a farsi veramente calde (forse per le altre birre che iniziamo a distribuire ai ragazzi), pericolo di morte, danni a persone o cose non risarcite ecc ecc. Ma dove stiamo andando? Leggendo il regolamento notiamo anche il punto 18 – Vietato correre! (??) Non siamo più in clima da gita scolastica, iniziamo a farci più seri in effetti, più risoluti per affrontare la situazione. Quando diamo uno sguardo agli altri survivors presenti nella serata, 36 in totale, Morris, il mio caro amico Ezio ed io ci sentiamo subito pesci fuor d’ acqua. La maggior parte dei ragazzi era in tenuta mimetica, con equipaggiamento tattico, ultra leggero ma mega accessoriato; io ero con una t shirt e una giacca a spolverino, pantaloni della tuta che mi cadevano e scarpe di tela…il perfetto equipaggiamento =). Morris e Ezio non stavano messi molto meglio di me, e neppure gli altri ragazzi del nostro gruppo. Possiamo dire che tra tutte, la nostra squadra, quella gialla, era sicuramente l unica piena di veri Survivors e non di cosplayers di militari…ed è forse per questo che abbiamo fatto certe figure….

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Ore 22,10 apertura dei cancelli. 3 soldati si presentano a noi e ci schierano in 3 squadre da 10/13 survivor l una. Ogni squadra sarà sotto il comando di uno di questi tre ragazzi, rispettivamente il soldato Joker, soldato Evans e soldato Price. Dopo le solite presentazioni di rito, e le informazioni varie su ciò che si poteva fare e ciò che non era consentito, veniamo presentati alla figura del Colonello, un grande, uno dei pochi che salvo di questa esperienza. Il colonello, Ivan Fabio Perna, è un attore con il compito di calare i Survivors nell’apocalisse e vi assicuro che il suo lavoro la sa fare bene. E’ vero, qualche ripetizione di troppo…ma è stato capace di ricreare il pathos giusto per farci andare in azione come squadra, e non come 13 ragazzi con armi laser pronti a sparare a ciò che si muove.

Da qui parte la vera e propria Zombie Experience, il nostro caposquadra Evans ci dice che la missione affidataci è quella di recuperare delle torce, per farlo abbiamo due luoghi dove eventualmente potrebbero trovarsi. Carichi come molle entriamo in questi complessi abbandonati, diroccati, macerie ovunque in cerca del prezioso contenuto, ma è proprio qui che abbiamo i primi incontri. Il buio era veramente pesto, non si vedeva ad un palmo dal proprio naso, figuriamoci individuare degli zombie acquattati negli angoli, pronti a farci agguati e quindi a farci perdere delle preziose vite, 3 in totale. Esperienza elettrizzante quando con un fucile laser entri in modalità SWAT a pulire le stanze, ho veramente sentito 13 ragazzi coinvolti mentre giocavo e questa è sicuramente la nota più positiva dell’intera avventura. Chiamare ai compagni se una stanza è libera, se bisogna coprirsi le spalle, se gli zombie attaccano da fuori anziché da dentro; come nella prima missione dove siamo morti tutti per un attacco interno andato male, con conseguente attacco esterno che ci ha travolti completamente, questo è il succo del gioco e mi sento di averlo vissuto appieno!

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Perse le vite bisogna passare 5/10 minuti in una stanza a luce UV e ghiaccio secco che sembrava il privé di un CoffeeShop di Amsterdam. Mentre però all’interno avviene la decontaminazione, all’esterno, altri survivors, anche di squadre diverse, stavano a fare da guardia, cosi che in caso di attacco Zombie potessero difendere i ragazzi in fase di decontaminazione, che erano stati privati di armi. Se i ragazzi di guardia fossero stati uccisi tutti, gli zombie avrebbero potuto tranquillamente entrare nella stanza, portare via coloro all’interno di essa per accompagnarli gentilmente nell’accampamento degli zombie…diventando cosi mangia-cervelli! Ci va bene a noi, recuperiamo le vite e continuiamo a giocare, in questo complesso meraviglioso. Si tratta di un Ex deposito dell’Agip, cemento e cemento armato ovunque, piccoli edifici dalla forma squadrata, grossi capannoni e soprattutto un circondario boschivo da favola, nella notte vedersi zombies spuntare dalla vegetazione è da infarto, con o senza luce lunare, che noi avevamo e secondo me ha fatto in più occasioni la differenza. Questo è Zombie Experience, lo svolgere missioni di pura sopravvivenza capitanati dai propri capisquadra, tutto per arrivare alle ore 7-8-9, a seconda della durata delle missioni, all’ora X, quella dell’ultima, il recupero del Vaccino Zombie. Prima di questo punto la storia si può dipanare in maniera differente a seconda della volontà degli organizzatori, in linea di massima però compare un personaggio nei panni del figlio del colonnello che ispessice la trama ulteriormente, mi viene però rivelato come qualche settimana fa si sia deciso di trasformare il colonnello stesso in zombie!

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Tutto rosa e fiore pare, ma avrete sicuramente già capito che cosi non è stato per me. Purtroppo non sono riuscito ad arrivare in fondo da survivor, fortunatamente però tutta l azione in notturna me la sono fatta imbracciando un fucile laser, capite bene, il fulcro dell’azione sta nello spuntare quando meno te lo aspetti per lo zombie, se però c’è luce, non è proprio facile fare un agguato. Per quanto mi riguarda il gioco è finito alle 5.30 – 6.00, quando è iniziato ad albeggiare. Nota positiva è aver visto il complesso in fase diurna…da BRIVIDO, capisco perché viene attivamente utilizzato come zona per esercitazioni di squadre che praticano Softair, ha tutto, trincee, bunker, rifugi, passaggi secondari ecc. Avendo vissuto in maniera passiva la parte dello zombie, potete capire il mio scazzo dopo 10 ore di gioco a fare lo zombie in piena luce, posso dirvi che l anima stessa del gioco sono proprio i ragazzi che fanno gli zombies. Ho sentito tanti di loro lamentarsi per i turni serrati e le paghe, ma erano proprio quei ragazzi a fare la differenza, simpaticissimi, pronti alla battuta sempre ed è stato proprio questo uscire completamente dal personaggio Survivor per rientrare in Gd che mi ha fatto apprezzare un pochino questa parte, certo, in maniera mega goliardica, da andare in giro con il rilevatore dei colpi spento, cosi da non poter ferire e venire ferito, solo per far prendere a male qualche gruppo di passaggio nelle zone che avevamo da presidiare. I ragazzi che ci facevano da caposquadra erano ok, ma erano Dungeon Master e noi i loro giocatori, ci obbligavano a rimanere nelle parti magari dovendo attendere anche un 40 minuti tra una missione e l altra, gli zombie erano cazzoni, avessi avuto della birra in macchina ce la saremmo ingollata nell’accampamento mandate a rotoli tutto il gioco probabilmente.

La vera pecca dell’avventura, per quanto completa, sono le regole ferree che vengono mal gestite. La forza di coloro che devono far applicare le regole è capire qual ‘è il momento per non applicarle e quando invece è giusto farlo. Voglio ricordare il mio amico Gimmy in questo esempio, dopo aver terminato la missione delle provviste e aver diritto a mangiare la bellezza di: Un pacco di grissini, una merendina O dei biscotti (lautooo…), Gimmy sceglie di mangiare una merendina, se la apre, ne gusta il profumo e difeso dalle mura del campobase se la addenta, è l unica cosa che mangia da 6 ore a questa parte, è stanco ma fiero della sua ricompensa e mai, mai e mai ancora avrebbe potuto immaginare di ritrovarsi alle spalle, entrando da un tendone messo a cazzo, uno zombie, che lo tocca, gli fa perdere l ultima vita rimastagli e lo obbliga cosi a trasformarsi in uno zombie, premiando me, unico stronzo della squadra che ha fatto la fame per continuare a fare da guardia…

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Quando succedono cose di questo genere la domanda che sale in testa e che frulla come un blender a 9000 giri al minuto è : Ma che cazzo ho pagato a fare 120 euro per fare l umano 3 missioni che adesso sti qua mi trasformano in uno zombie?

Eh si, è la domanda che anche io mi sono fatto quando sono morto, ok, ho avuto un po’ più fortuna di Gimmy, ma il concetto è uguale. Ma soprattuto: 120 euro per cosa??? Laser game costano fino a 40 euro a partita, ma attenzione, li è azione serrata e basta, non pausa siga, il soldato che mi racconta di come lui sia un pro di Softair, addestramento a sparare ai bersagli o robe simili. Io quella cifra la pago volentieri per il Colonello e soprattutto per tutti i ragazzi che fanno gli zombies la dietro, in condizioni difficili! Ma sapendo ciò che vanno a prendere loro per la comparsata, mi chiedo tutti gli altri soldi che fine facciano, ok il pagare l affitto di un area cosi grande e le armi Laser…ma ragazzi, sono 120 euro a persona, credo che ci siano molti aspetti da rivedere se volete essere competitivi veramente, altrimenti rimarrà la classica avventura una tantum alla quale partecipare e andare pure via in preda ad incazzature, bestemmie invereconde ecc.

Il tenere cosi tanto l etichetta, dalle ore 22 in avanti non aiuta, siamo li tutti per divertirci, bisogna essere guidati, dobbiamo avere la sensazione che ci siano zombie la fuori e che essi possano attaccarci in ogni momento, non c’è bisogno che qualche soldato si cali troppo nella parte come qualche altro ragazzo mi fa notare alla fine dell’esperienza.

Detto questo mi piacerebbe moltissimo giocare a Softair in quell’area, mi farebbe impazzire una simile attività, ma per quanto riguarda la Zombie Experience vi posso caldamente sconsigliare la versione delle 12 ore di fila, anche perché tanto ne pagate 12 e ne giocate 8 se vi va bene, in più da quando albeggia il gioco è finito. Se volete provare questa avventura cercate di farlo nel turno di notte piu breve, mi sembra di 8 ore forse, che credo che costi anche di meno, ma vi lascio guardare a voi i dettagli. Se non volete proprio ascoltarmi e volete partecipare a queste famose 12 ore fatelo, ma badate bene, solo quelli che veramente hanno la passione per gli zombie nel DNA la apprezzeranno appieno. Come il grande Morris, che sbronzo come me è riuscito ad arrivare in fondo e vincere il gioco, simbolicamente, e che dell’avventura conserva un ricordo magnifico o quasi.

Zombie Experience, l apocalisse sottocasa, concettualmente perfetta, realisticamente da rivedere

Informazioni su Gd Baracus

HAIKU & BEER Tornato dal giappone con le competenze per capire i dilemmi amorosi di Sailor Moon, le fantasie erotiche di Ranma 1/2 e soprattutto le miliardi di allegorie di Naruto. Sono anni ormai che mi chiudo insieme ai miei migliori amici di fronte alle serie Tv piu disparate che i panorami delle varie HBO,CBC,NBC ecc ecc propinano ai palati americani (si, anche quelle megacagate da chiederti cosa hai fatto di male per essere li in quel momento). Ex cantante, oh, se qualcuno mi vuole in un gruppo ditemelo che tolgo "ex" almeno, appassionato di musica da sempre e super amante della chiptune, quelle fantastiche melodie composte in 8-bit. Che altro dire? tutto ciò che nella vita non è HAIKU, è sicuramente BEER, almeno per me =)

2 commenti su “Zombie Experience – L’apocalisse sotto casa

  1. Capitan Daddy
    12 giugno 2015

    è il primo commento obiettivo che leggo in giro. FINALMENTE! incominciavo a pensare che ci fosse sotto qualcosa…. infatti fino adesso avevo letto promozioni infarcite solo di belle e bellissime parole scritte da persone che evidentemente non avevano partecipato alla ZE
    Io ero un po’ scettico sull’inziativa e il tuo reportage mi ha confermato quanto pensavo.

    Liked by 1 persona

    • Gd Baracus
      12 giugno 2015

      Eh si, hai detto bene, in giro è pieno di recensioni che decantano l esperienza in maniera idilliaca! L esperienza è stata molto figa, non si può negare, ma per consigliarla a qualcuno o so che la persona alla quale lo consiglio è un mega fan degli zombie come il sottoscritto ed è disposto a sborsare una bella cifra per fare una esperienza simile, altrimenti non ci provo nemmeno, rischi di sentirti preso per il c**o se ti fai troppe aspettative.

      Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 9 giugno 2015 da in experience, svarioninerd, varie con tag , , .

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