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Arrow – Fear Himself

ARROW COMIC

Ormai 3 anni fa, mentre me ne stavo spaparanzato sul divano a guardarmi un po di TV, mi appare il commercial di questa nuova serie. Un moderno Robin Hood, arciere abilissimo, ambientazione dark, un costume decente e parecchia, ma parecchia, patata a condire la scena. Ok, ci siamo, hai sicuramente la mia attenzione, ma chi sei? Arrow mi rispondi? Nuova creatura di Greg Berlanti, quello che ha fatto il film di Lanterna Verde…ah…vabbè, sgonfiamo un po’ l Hype, ma suvvia, diamogli una chance.

Oliver Queen è il protagonista di questa serie, interpretato da Stephen Trazioni-alla-sbarra Amell, è un giovane miliardario a cui piace enormemente la patata, non gli basta infatti stare con una bella ragazza intelligente e mega accessoriata, lui deve assaggiarle tutte. Invita così la sorella della sua ragazza, per potersela schiacciare allegramente, sul mega Yacht del padre in una di quelle crociere nel mare della Cina, che tanto piace fare ai miliardari stanchi della routine della vita quotidiana. Appena stappato lo Jager del minibar ecco che il Karma arriva a punire Oliver per aver troppo fornicato in tutti questi anni con la chiunque; un uragano si abbatte sulla bagnarola, distruggendo l’ imbarcazione, facendo finire in mare la ragazza che si era portato con se e lasciando Olly e il padre a salvarsi miracolosamente con un gommone. Oliver si risveglia su un isola chiamata Lian Yu, il purgatorio, casa di Yao Fei, un survivalist, maestro probabilmente non solo di Arrow ma anche di Bear Grylls. Al giovane miliardario viene presto sradicata con un motozappa la puzza sotto al naso che si portava dietro dalla vita a Starling City. Impara presto a cacciare, a ricucirsi da una ferita e soprattutto a combattere, accendendo quel motore che negli anni trasformerà Oliver Queen, nell’eroe protettore della propria cittadina, Green Arrow.

Questa è a grandissime linee la riscrittura della nascita di Arrow, operata proprio dal Berlanti. Scelte alle volte un po’ forzate nella trama, ma prodotto solido, che lascia pochi dubbi nella stesura.

Dalla prima stagione, l’ opera targata CW, essendo un prodotto della DC Comics, si è sempre caratterizzata per un aspetto narrativo singolare: il doppio racconto. Da una parte l’ Oliver Queen attuale, tornato da un isola prigione come un uomo nuovo, che ha tagliato tutti i ponti con il passato da VIP di Starling e che è pronto a prendersi cura e difendere la propria città dalle mire criminali dei suoi nemici. Dall’altra parte invece la narrazione del COME Olly sia diventato Arrow, del perché dei suoi silenzi, delle strane e eccezionali relazioni con gli uomini presenti sull’isola.

Questo è sicuramente il Leitmotiv che caratterizza le prime due stagioni dell’arciere di smeraldo, la narrazione infatti si intreccia sempre in maniera corretta, non troppo pesante da portarti a dire “Che palle sto Flashback”, andando anzi ad arricchire psicologicamente un personaggio che, almeno nella prima stagione, be anche nella seconda…vabbè anche nella terza via…Amell non porta proprio bene. Sono d accordo che l’attore interpreta un personaggio Dark, consumato dall’uomo che è diventato, ma in termini di recitazione abbiamo troppe poker faces in scena.

“Oliver salva il bambino!” “OK ._.”

“Oliver hanno dato fuoco a casa tua!” “NOOO ._.”

“Oliver è lui il bastardo che ha ucciso…” “Ci penso io ._.”

Ecco più o meno è questa l espressione di Arrow a seconda dei diversi problemi da affrontare, ed è un espressione famosa, perché è la stessa che viene usata in giro per il mondo come Promo per Arrow e Amell stesso

FOTO 1

Stendiamo un velo sulla recitazione di Amell, che sicuramente ha vinto molti premi Teen Choice Awards, e ripetiamo TEEN, c’è però anche da dire che tra i tanti attori ma soprattutto tra le tante Guest che appaiono puntata dopo puntata nei panni di amici o nemici, purtroppo Arrow è uno dei personaggi meglio interpretati…immaginate gli altri! Nota speciale la merita Katie Cassidy, l’attrice che interpreta la futura Black Canary e moglie di Green Arrow, una di quelle che io prenderei subito nel mio cast, tanto con due gambe così le si può far fare tutto, ma tutto tutto! Certo, darle una parte come quella di Laurel Lance forse è un passo azzardato, ma come dice il proverbio? Cosa c’è che tira più di un carro di buoi?

Certo, a vederla cosi la serie di Arrow sembra un buffonata bella e buona, eppure lo show nasce solido e cosi muore, o meglio, al termine di questa terza stagione tanto solido non è e infatti nella quarta stagione o si corre ai ripari con colpi d’ artificio in una trama forse gia tanto tirata, oppure si fa la fine di Smallville…ma la Warner c’è già passata una volta e non credo ripeterà gli stessi errori con un prodotto di punta come questo. La solidità nella narrazione fa della serie Arrow un piccolo capolavoro, in particolare nelle prime due stagioni. L’affrontare un problema trattandone la doppia tematica di passato-presente è affascinante, è si un colpo alla Lost, ma in un telefilm di supereroi è un modo estremamente corretto e godibile per capire direttamente l’ evoluzione del personaggio. Tutto ottimo se poi il Flashback diventa il presente, andando a dare quel sale che manca più di una volta alla routine quotidiana di “Andiamo a fare il culo a strisce a qualche ladruncolo d’ appartamento”. Questa concezione ben delineata di creare una “Nascita di Arrow” rende inoltre il personaggio di Oliver Queen piuttosto Dark, dando a Starling City un’ atmosfera altrettanto oscura , che però viene magistralmente dosata dal solito Greg Berlanti. Questa discesa nelle tenebre è infatti totalmente graduale andando di pari passo con le avventure della Freccia. Nelle prime stagioni, appena tornato a casa Oliver vive moltissime avventure di giorno, alla luce del sole, nei panni di Oliver Queen, con tanti personaggi diversi, di contorno e non, che rendono però conviviale l’ atmosfera. Dalla stampa, all’economia, alla piazza le luci sono sempre molto accese, come a volere rappresentare quel bagliore che ogni cosa prende quando una luce viene puntata su di essa, un bagliore superficiale. Superficiale come la società di Starling che ghettizza il quartiere più povero e pericoloso, “The Glades”, e superficiale come i volti dei magnati che Arrow si ritroverà ad affrontare. E’ concependo questo forte senso di plastico, di fittizio, che il personaggio della Freccia sprofonda nell’oscurità, antitesi chiara di questo immobilismo multistrati della società bene di Starling.

Con il tempo e la trama, l ambientazione cambia magistralmente assecondando The Arrow, sempre più dark, andando a girare in fabbriche diroccate, sui marciapiedi con drogati con le pere al braccio e addentrandosi nel giro malavitoso che attanaglia la città. Moltissimi episodi mi hanno portato a vedere Gotham City piuttosto che Starling city a livello di nefandezze, opulenza e oppressione.

ARROW LANTERN

Questa forza prorompente nell’ assecondare la sceneggiatura alla trama rende Arrow unico nel panorama delle series, ponendosi in forte contrasto con il suo stesso spin off “The Flash”. Si va a creare un concetto che tutte le serie applicheranno, la Caratterizzazione. Nascita del supereroe, città in cui vive, superpoteri devono essere raccontati in maniera differente, non sempre la solita minestra ribollita. Basandosi sui diversi aspetti psicologici portati in scena nei vari personaggi, debbono necessariamente uscire prodotti differenti, cosi come Arrow e The Flash riescono a fare e che dalle prime puntate, anche SuperGirl potrebbe fare (per ora non mi piace proprio).

La pecca vera dell’arciere è l’aver praticamente esautorato tutto il suo pool di nemici. Nella seconda stagione, portando sulla scena un attore come Manu Bennett nei panni di Slade Wilson a.k.a. Deathstroke, la serie ha avuto tutto ciò di cui necessitava. Eroe Dark, Villain non perfettamente definito ma molto piu Dark con un passato che si intreccia per portare ad una mega faida ai giorni nostri. Applausi, rose e giù il sipario! Terza stagione scomodiamo direttamente Ras’al Ghul, che come tutti i fans DC sanno è una chiara “Figura” .Il personaggio del Ras, che cambia nel tempo rimanendo uno dei Villain affrontati da praticamente tutti i supereroi della JLA. Certo, scomodare gia nella terza stagione la Setta degli Assassini per me vuol dire essere alla frutta come idee, ma questa è solo una mia opinione, mi auguro che la quarta si riprenda bene.

La speranza per Arrow è che riesca a ritrovare quel mix che aveva reso estremamente godibili i crossover tra lui e Flash, e dai primi leaks sembra che la direzione presa effettivamente per The Flash e per Arrow sia quella. Speriamo solo di non vedere crossover come nel finale di stagione sia del velocista scarlatto che dell’ arciere di smeraldo, con scene tipo The Flash che arriva nel Nanda Parbat senza nemmeno avere idee un paio di puntate prima di dove si trovi. Stessa cosa per Arrow che arriva tipo mago Otelma, nel momento perfetto del mega scontro contro il mega villain per scagliare due frecce con sopra i miniciccioli, fare un po di fumo e andarsene mantenendo sempre quella faccia poker face.

Purtroppo Arrow si sta scavando la fossa da solo, volendo portare sempre più in alto un modello narrativo che ha fatto la fortuna dello show, ma ora lo vincola troppo a livello strutturale. Serve un colpo di genio che liberi l’arciere dagli artifici utilizzati fino ad ora per renderlo il personaggio che è. Nuove idee e più libertà narrativa non possono che giovare a questa serie, anche se il colpo migliore, e lo dico chiaramente, si tratta SOLO di Rumors, sarebbe dare credito all’ultima frase che Oliver Queen dice al suo amico Jhon Diggle prima di salutarsi “Nel caso volessi tornare hai bisogno di una maschera….”. David Ramsey, l’attore di Diggle ci sarà nella 4 stagione…chissà che spunti un altra maschera verde oltre a quella dell’arciere? Magari la maschera verde di una Lanterna???

ARROW DEATHSTROKE

Informazioni su Gd Baracus

HAIKU & BEER Tornato dal giappone con le competenze per capire i dilemmi amorosi di Sailor Moon, le fantasie erotiche di Ranma 1/2 e soprattutto le miliardi di allegorie di Naruto. Sono anni ormai che mi chiudo insieme ai miei migliori amici di fronte alle serie Tv piu disparate che i panorami delle varie HBO,CBC,NBC ecc ecc propinano ai palati americani (si, anche quelle megacagate da chiederti cosa hai fatto di male per essere li in quel momento). Ex cantante, oh, se qualcuno mi vuole in un gruppo ditemelo che tolgo "ex" almeno, appassionato di musica da sempre e super amante della chiptune, quelle fantastiche melodie composte in 8-bit. Che altro dire? tutto ciò che nella vita non è HAIKU, è sicuramente BEER, almeno per me =)

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Questa voce è stata pubblicata il 16 giugno 2015 da in serietv con tag , , , , , , , , , .

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