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L’Incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio 

Murakami ti piace oppure no, c’è poco da girarci intorno, ma con questa sua ultima opera si avvicina ad un pubblico più ampio, sono nettamente diminuiti i suoi psichedelici voli pindarici nella fantasia e si resta invece saldamente ancorati alla realtà e all’animo umano nelle sue diverse sfaccettature. Partiamo dal principio, il protagonista Tsukuru vive a Tokyo un’esistenza monotona e completamente dedicata alla sua grande passione: le stazioni ferroviarie. Le giornate, i mesi e gli anni trascorrono senza variazioni di sorta nella sua vita. Il giovane porta dentro un pesante fardello emotivo: da adolescente ha sperimentato la più pura, solida e perfetta delle amicizie condividendo l’esistenza con altri due ragazzi e due ragazze della sua scuola; ma l’idillio viene improvvisamente spezzato e Tsukuru viene ripudiato dai suoi unici amici. Il giovane non riuscendo a sopportare una separazione così violenta e netta, crolla e precipita sull’orlo di un baratro che lo porta a stretto contatto con la morte e l’oblio. Sedici anni dopo questo avvenimento si rende conto che non può continuare a portarsi dentro questo fardello e quindi decide di partire e andare alla ricerca dei vecchi amici per scoprire finalmente la verità alla base del loro comportamento.

Il libro è decisamente nello stile di Murakami ma a mio avviso un po’ più “facile” rispetto ad altri suoi romanzi precedenti, rimangono sempre le sue descrizioni dettagliate e ipnotiche di scene quotidiane, ma la trama è più lineare e di facile approccio.

Un libro di introspettiva e di scoperta interiore, un viaggio che tutti dovrebbero fare per dipanare dubbi e domande, ma soprattutto un insegnamento a non lasciare le cose in sospeso.

CC   

Informazioni su CC

CC (SiSi) nasce negli anni ottanta, curiosa cronica e viaggiatrice instancabile cerca costantemente nuovi stimoli e nuove passioni da coltivare. E' stata definita "colibrì sotto acido" che rende perfettamente l'idea di quanto possa essere esplosiva e gestibile come i barili Acme di Willy il Coyote. Più grande all'interno e decisamente più piccola all'esterno. Facilmente domabile con del buon cibo e della buona birra.

5 commenti su “L’Incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio 

  1. Carlo Menzinger
    7 settembre 2015

    Uhm! Ho letto vari libri di Murakami. Quello che apprezzo di più è proprio la sua capacità inventiva, la sua fantasia. Quello che mi piace di meno sono le sue descrizione troppo dettagliate (spesso prolisse). Mi pare dunque di capire che questo possa essere proprio un “Murakami” che potrebbe non piacermi.
    Murakami ti piace oppure no? Non saprei. A tratti lo considero un genio, a tratti tutt’altro. Personalmente mi piace (molto) e non mi piace (a volte).

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    • CC
      7 settembre 2015

      Condivido la passione altalenante per Murakami, alle volte un genio a volte persino troppo intricato e contorto; ammetto che le sue descrizioni mi piacciono da matti, mi perdo piacevolmente nei suoi dettagli così realistici. Questo libro approfondisce un po’ di più l’animo umano secondo me, si è dedicato molto all’introspezione del protagonista e alla sua crociata per trovare un equilibrio. Il libro è corto, ci si mette davvero poco a leggerlo, se dovesse piacerti, o anche no, dimmelo! ^_^

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  2. Cose da V
    7 settembre 2015

    Personalmente trovo che Norwegian Wood sia un altro romanzo “nazional popolare”… Quello da te illustrato non lo conosco, ma prima o poi lo leggerò. Onestamente a me Murakami piace e non piace, credo che dipenda dall’opera, norwegian wood mi è piaciuto molto, “A sud del confine, a ovest del sole” invece no, l’ho trovato vuoto.

    Mi piace

    • CC
      7 settembre 2015

      Io sono innamorata del primo libro che ho letto: l’uccello che girava le viti del mondo, Norwegian wood mi è piaciuto davvero molto. Consiglio anche La fine del mondo e il paese delle meraviglie, 1Q84, Dance dance dance e anche le raccolte di racconti non sono niente male! Ma ammetto che mi piace praticamente tutto di Murakami =D

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      • Cose da V
        7 settembre 2015

        Grazie per i consigli! Io penso di trovarmi nella categoria di chi ancora non l’ha ben capito 😀 L’unica certezza che ho riguarda norwegian wood che anche a me è piaciuto molto! Proverò con altri romanzi suoi e staremo a vedere!

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Questa voce è stata pubblicata il 7 settembre 2015 da in libri con tag , , , , .

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