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Residue:il male si annida nelle ombre

RESIDUECDSAFNetflix è il male, ormai dopo averlo provato da mesi possiamo dirlo con tutta certezza! Insomma ti costringe al binge watching con il suo conto alla rovescia brevissimo, che non puoi in nessun modo fermare a meno che tu non sia The Flash, e quindi “vabbè ormai, guardiamo un altro episodio” e in un attimo vita sociale e occhiaie sono inversamente proporzionali, che manco un adolescente coi porno e i kleenex. Ma Netflix subdolamente ti da anche dei suggerimenti: “dai Carlotta tanto lo so che vuoi vedere anche Goosebumps, butta su la pizza che si fa maratona!” e tu da brava bimba obbedisci a Flixy e guardi qualsiasi cosa ti suggerisca, perché in fondo lui sa cosa vuoi meglio della BBC (ma senza il loro sadismo – datemi Sherlock perdiana!!); ed è proprio grazie ai suggerimenti di Flixy che ho scoperto RESIDUE, una mini serie in tre episodi con un signor cast.

Originalmente si trattava di un film, trasmesso anche in qualche sala in UK, ma sucessivamente è passato nelle sagge mani di Flixy che ne ha fatto un lungo, lunghissimo prologo in tre episodi da 45 minuti l’uno dove si incontrano i personaggi principali e si ha una infarinatura della trama, insomma come in Battlestar ma con un episodio in più. Vi rassicuro subito se dopo queste mie parole siete titubanti sul da vedersi, i rumors vogliono la stagione 2 in arrivo a breve (yay ^_^).

soulofacity_portrait_nocrop_family_03La regia di questo horror/sci-fi è nelle mani di Alex Lopez Garcia, già noto per Misfits e Utopia.
Veniamo al cast, che so che siete curiosi: i personaggi principali sono Iwan Rheon (GoT, Vicious) e Natalia Tena (Harry Potter, GoT), ma troviamo anche svariati attori già visti in Doctor Who (non lo avreste mai creduto eh?) per non parlare di Danny Webb, noto per svariati ruoli alla BBC e presente anche in Sherlock.

Siamo in una città di un futuro non troppo lontano, è la notte di capodanno, i nostri personaggi stanno festeggiando quando BOOM! una discoteca del centro salta in aria, facce sgomente, urla, sangue morte orrore e fumo, tanto fumo. La zona dell’esplosione viene messa in quarantena ed evacuata dal governo, pare infatti che sotto il locale si trovasse un deposito di armi chimiche, ooops, scusate ce ne eravamo dimenticati, ma adesso sistemiamo tutto sotto un bel tendone bianco e siamo a posto no? No. La nostra protagonista (Natalia Tena), una fotografa affermata, si accorge che qualcosa non torna, nelle sue foto ci sono delle ombre inquietanti che rendono le persone instabili (e con la tendenza allo splatter). Jennifer quindi si rivolge al suo fidanzato cercando una spiegazione allo strano fenomeno e un conforto ma Jonas (Iwan Rheon) inizialmente non le da molta retta, anche se nel profondo sa che la ragazza potrebbe aver ragione, il governo nasconde sicuramente qualcosa di terribile sotto quei tendoni bianchi, e lo intuisce anche grazie alla sua collaborazione per il ministro delle comunicazioni, capendo ben presto che i suoi stessi capi lo stanno tenendo all’oscuro dalla verità. Jennifer, dato che non trova appoggio da parte del fidanzato, si rivolge a un poliziotto tormentato dalla morte della figlia adolescente nell’esplosione di capodanno, che cerca di aiutarla a trovare la verità.90
Atmosfere cupe, strade vuote, palazzi fatiscenti e personaggi bizzarri si susseguono con non troppa velocità, sembra quasi che il regista voglia farci soffermare sul senso di vuoto lasciato dopo l’esplosione ma soprattutto costringerci ad arrovellare il nostro cervello su cosa possano essere questi “residui” lascati dall’esplosione.
Io ve lo dico, non tutte le risposte verrano date, da questa stagione riceveremo molti indizi ma nessuna soluzione all’enigma, ma nonostante tutto mi sento di consigliarvi questa serie, e lo faccio con una frase presa dall’ Observer:
“Residue, la nuova serie distopica Netflix, è in pratica Black Mirror con il cast di Game of Thrones”.

 

Informazioni su CC

CC (SiSi) nasce negli anni ottanta, curiosa cronica e viaggiatrice instancabile cerca costantemente nuovi stimoli e nuove passioni da coltivare. E' stata definita "colibrì sotto acido" che rende perfettamente l'idea di quanto possa essere esplosiva e gestibile come i barili Acme di Willy il Coyote. Più grande all'interno e decisamente più piccola all'esterno. Facilmente domabile con del buon cibo e della buona birra.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 aprile 2016 da in Serie TV con tag , , , , , , , , , , .

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