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Questo mi… Manga!!! 1F:Diario di Fukushima

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Capita spesso di dimenticarsi gli impegni presi una settimana prima dopo aver incrociato per caso un amico, o più semplicemente di scordarsi che cosa si è mangiato due giorni fa.
Difficilmente però ci si potrà mai scordare dove si era durante un evento, piacevole come quando l’Italia ha vinto i mondiali di calcio del 2006 ad esempio, ed anche e soprattutto uno di portata storica e mondiale sconvolgente come l’11 settembre.
Un numero infausto l’11.
QUELL’11 marzo 2011, mi ero appena alzato dal letto per andare a lavorare e stavo ciondolando verso il bagno come ogni mattina accendendo il telefono per leggere le consuete notifiche accumulate dalla sera prima, quando tra i vari messaggi il mio sguardo venne catturato prima da 3 notifiche in giapponese inviate da “mio fratello” Ken, poi da due messaggi di Mario, un altro amico residente ad Osaka, ed ancora uno molto telegrafico da un’altra amica nipponica con su scritto 地震!!.

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Ancora un po’ intontito ho acceso la TV senza poter immaginare che praticamente tutti i canali erano in edizione straordinaria e stavano trasmettendo immagini Shockanti in diretta dal Giappone, un terremoto di magnitudo 9.0 come mai era avvenuto aveva causato vari danni, ed imminente stava arrivando uno tsunami di 6 metri sulle coste del Tōhoku. (Calcoli ottimistici, visto che sulla zona di Fukushima raggiunse i 10-12 metri).
Non era la prima volta che i miei amici mi comunicavano i movimenti sismici in diretta o quasi, ma il più delle volte erano messaggi simpatici e quasi di presa in giro, questa volta però era molto diverso. Si percepiva la paura tra le righe dei messaggi… Ed il resto è storia con 30mila vittime, intere zone completamente devastate e il pericolo nucleare conseguente all’inondazione della centrale di Fukushima Daiichi.
KAZUTO TAKITA, l’autore di questo manga, in quei giorni era in cerca di un lavoro più stabile visto lo scarso successo che fino a quel momento gli aveva portato la professione di mangaka, decise di andare ad aiutare le zone più colpite dal disastro, fino a decidere di far domanda come operaio manutentore per la bonifica della centrale. La sua esperienza alla 1F (ichi efu, nome della centrale in gergo giapponese) durò sei mesi, periodo entro il quale ha raggiunto il massimo livello di radiazioni consentite nell’arco di un anno, ed una volta di ritorno a Tokyo ha deciso di raccontare la sua esperienza, nell’unico modo in cui credeva potesse riuscire ovvero tramite un manga.

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1F:DIARIO DI FUKUSHIMA è un manga unico nel suo genere, il primo manga autobiografico che io abbia mai letto, raccontato in prima persona, che descrive minuziosamente e passo passo la quotidianità degli operai all’interno della centrale.
Non è una storia ambientata in quei luoghi, che cerca di raccontare secondo il punto di vista dell’autore i fatti accaduti più o meno liberamente o una storia completamente inventata in quei luoghi, ma una sorta di diario di bordo sulla quotidianità di TAKITA e dei compagni, arricchita da avvenimenti realmente accaduti è vissuti in prima persona dallo stesso.
Il volume è arricchito da descrizioni minuziose sui preparativi prima del turno di lavoro, degli ambienti in cui avvenivano (ed avvengono) e dal lavoro specifico svolto nei vari settori della centrale; sono diverse anche le piantine dei vari settori della centrale, o delle semplici stanze in cui gli operai sono soliti svolgere tutte le loro attività prima e dopo il lavoro.
Dopo una prima lettura, potrebbe quasi sembrare una sorta di “manuale delle istruzioni” fatto a manga per chiunque debba operare all’interno della zona radioattiva, ma non è solo quello. Tra le varie descrizioni e piccoli flashback della storia, traspare piuttosto chiaramente il punto di vista dell’autore è quello che è la sua idea generale sulla tragedia.
TAKITA descrive la realtà della centrale in maniera quasi surreale, in alcuni frangenti quasi minimizzando il disastro e puntando il dito contro il mondo esterno ad essa, colpevole secondo l’autore di esagerare, di parlare di “altre verità” senza conoscerle davvero.
Senza dubbio il punto di vista dell’autore trapelato da questo primo (di tre) volume mi ha lasciato abbastanza perplesso, o quanto meno mi ha per un momento stupito; sembrava quasi che l’arte maestra giapponese del -negare l’evidenza- e del -non dire niente/Non far trapelare niente/- avesse guidato i disegni e le parole del nostro autore e protagonista. E forse è così.

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D’altra parte è innegabile che un’alta evidente caratteristica del popolo giapponese è l’estremo senso del dovere e dell’onore, ed anche questo traspare piuttosto chiaramente dalle pagine: molto profondo e toccante il dialogo con un altro operaio, offertosi come tanti volontariamente perché abitante della zona vicina colpita dal disastro che racconta come sia arrabbiato per aver perso la casa durante il disastro, ma che non serva a nulla piangersi addosso ed è dovere di tutti darsi da fare per riportare le cose come un tempo, soprattutto per loro che sono stati maggiormente toccati.
La riflessione dell’autore lo porta a pensare a come anche lui e gli abitanti di Tokyo abbiano usufruito dell’energia prodotta dalla centrale,di come debba essere grato di questo e voglia in qualche modo sdebitarsi.
Non ho letto il manga in lingua originale, non so quindi dirvi di più a proposito della storia né di come il pensiero dell’autore si sviluppi nei volumi successivi, ma idee personali sulla vicenda a parte, credo sia un’ottima opera che a differenza di un Tg o un articolo di giornale possa darvi un punto di vista diverso e particolare, farvi visitare i luoghi del disastro tramite illustrazioni molto dettagliate e farvi riflettere su alcuni massimi sistemi, perché forse tutti ci ricordiamo dove eravamo l’11 marzo 2011, ma pochi sanno e possono raccontare cosa è successo i giorni ed mesi successivi, soprattutto a FUKUSHIMA DAIICHI.

POLLICE SU PER IL CAPITANO

Un manga diverso dal solito, con disegni molto dettagliati e particolari di ottima qualità. Un’opera attuale è molto ben strutturata arricchita da descrizioni accurate grazie all’esperienza in prima persone dell’autore.

POLLICE GIÙ PER IL CAPITANO

Non di facile lettura. Le descrizioni sono molto precise e dettagliate, forse fin troppo.
Intere pagine di spiegazioni dettagliate su abbigliamento, vestizione/svestizione e svolgimento di lavori non invogliano ed esaltano una lettura fluida.Come già detto, a tratti potrebbe sembrare un manuale d’istruzioni per gli operai, più che una storia a fumetti, e temo che la sensazione possa proseguire per l’intera durata dell’opera.

Il capitano_Phat

Scheda Tecnica

Titolo Originale: いちえふ福島第一原子力発電所発電所案内記
Storia: Kazuto Takita
Disegni: Kazuto Takita
Editore: Kodansha
Anno pubblicazione: 2013
Tankobon: 3 completo
Editore Italiano : Star Comics (in corso)
Target: Seinen
Genere: Drammatico

Informazioni su capitano_phat

Nome: Patrick NickName: Capitan_Phat Età: imprecisata Altezza: 18 mele e poco più Peso: meno di quanto sembra Segni particolari: disegni indelebili sparsi un po’ qui ed un po’ li sul corpo Sport preferiti: football americano, basket, calcio, salto del tavolino ed atterramento sul divano, sollevamento pinta di birra Cibo preferito: birra Bevanda preferita: birra Birra preferita: birra Hobbies: lettura fumetti di ogni specie, TV series after hours , collezionista incallito Obiettivi per il 2015: Spodestare dal podio di grupie n.1 di Capitan America l’agente Coulson

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